CERN: orgoglio europeo, patrimonio mondiale

25 Agosto 2014
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La scorsa settimana ho avuto modo di visitare il CERN a Ginevra.

Il nostro tour inizia dal capannone della Fondazione TERA, che ha organizzato la giornata.

Ci accoglie il prof. Ugo Amaldi. All’ingresso alcuni cartelloni iniziano a delineare le differenze dei vari acceleratori di particelle che hanno caratterizzato diversi i momenti della storia.

In seguito il prof. Fabio Sauli (al centro nella foto) ci illustra un esemplare di rilevatore di particelle GEM, da lui ideato nel 1997. Questa tecnologia è alla base di tutti i rilevatori di particelle usati sia negli esperimenti scientifici sia nei macchinari di diagnostica ospedaliera.

In questo caso è puntato verso il cielo per rilevare i raggi cosmici.

Passiamo poi in una semplice ma funzionale aula didattica, nell’immobile adiacente.
In un paio d’ore il prof. Amaldi ci accompagna in una panoramica storica sull’evoluzione degli acceleratori, sui concetti legati all’adroterapia e sul percorso che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs.

Dopo pranzo ci spostiamo, attraversando la strada, per visitare il sito dell’esperimento Atlas.

La sala di controllo è al piano terra: semplice e funzionale.

Scendiamo 100 m nel sottosuolo utilizzando un rapidissimo ascensore.

A farci da guida è nientemeno che Fabiola Gianotti. E’ una grande emozione sentire direttamente dalla sua voce la descrizione dei momenti salienti della scoperta.

Uno stretto corridoio ci porta alla caverna che racchiude il gigantesco rilevatore di particelle.

E’ impossibile ritrarre in una sola fotografia questo incredibile complesso di altissima tecnologia.
25 m di altezza, 46 m di lunghezza appaiono in tutta la loro maestosità all’interno di un vano, scavato nel sottosuolo, solo leggermente più grande.

Eccomi a fianco di Fabiola Gianotti, impegnata a descrivere il funzionamento del rilevatore.

Risaliti in superficie, salutiamo la nostra illustre guida per proseguire verso un altro immobile che racchiude uno dei primi ciclotroni del CERN, ormai in disuso.

Un sistema di proiettori disegna sull’acceleratore stesso delle animazioni che illustrano in modo chiarissimo il funzionamento dell’apparato.

All’interno della stessa sala non manca una simpatica story-line che riporta gli eventi salienti e le estensioni del CERN affiancandole ad alcuni momenti significativi della storia.

L’ultima tappa ci porta al museo del CERN, una notevole costruzione che raccoglie alcuni prototipi e numerose spiegazioni multimediali.

Ecco uno dei primissimi acceleratori lineari.

Ed un recentissimo acceleratore ideato dal prof. Amaldi stesso, che ci illustra con estrema chiarezza il principio di funzionamento.

Un piccolo spazio è dedicato agli strumenti che hanno permesso innumerevoli scoperte:

Questo è un ASM/2-32EM, uno dei primi Router Cisco, costruito quando l’azienda contava solo una ventina di dipendenti. Connesso al Cray XMP-48 filtrava gli IP e permetteva ai fisici di connettersi in maniera sicura dall’esterno.

Ecco un pezzo dell’IBM 3090, uno degli ultimi mainframe del CERN. Rimasto in funzione dal 1986 al 1991 era raffreddato ad azoto liquido e simulava alcuni esperimenti del LEP.

In seguito questi grandi elaboratori sono stati sostituiti da una serie di più piccoli emulatori, frammentando il calcolo in porzioni è possibile ridurre i costi ed aumentare l’efficienza.
Ecco un 3081/E, un emulatore di IBM System 370.

Si conclude così una magnifica giornata, a contatto di menti brillanti, in grado di trasformare i concetti più difficili della fisica in parole semplici, permettendo a chiunque di intuire quanto questa materia possa essere sia bella che utile.