10° comPVleanno

2 aprile 2018
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E’ sempre più difficile riuscire a riassumere i momenti magici, le soddisfazioni e le difficoltà che ci hanno accompagnato in questo intricato percorso.
comPVter ormai è un contenitore – mi piace dire all’inizio di ogni “giro turistico” difronte a volti nuovi – in cui ogni socio porta le proprie passioni e competenze per metterle a fattor comune. E’ un acceleratore: un luogo ove la storia della tecnologia strizza l’occhio alle novità più strabilianti, dove è possibile imparare solo per il gusto di farlo o sviluppare i propri progetti in modo informale e divertente.
Certo, non è sempre stato così. In questi due giorni mi sono ritrovato a spulciare nel blog alla ricerca di alcuni punti di svolta, ho cercato di recuperare date ed esperienze, ho dato la caccia alle “scintille” da cui ogni nostra folle sfaccettatura ha avuto origine…. ed ecco com’è andata:

2008

Si parte il primo aprile, totalmente ignari di essere innanzi alla nascita di qualche cosa di grande:
già un mese e mezzo dopo la situazione di fa presto imbarazzante. E’ vero che un decennio fa era decisamente più facile trovare hardware a prezzi umani, ma è anche vero che comPVter è un progetto che piace subito fin dall’inizio. Sono molte le persone che una volta capito “lo spirito” portano nella nostra prima sede alcune anticaglie odorose di cantina:
Piazzo qualche acquisto (…ok, un po’ più di qualche) su Ebay accaparrandomi prima i “pezzi più facili” e poi qualche chicca, tenendo aggiornato fin da subito un wiki per monitorare i nuovi arrivi e documentare i nostri tentativi di ripristino.
Qualche giorno prima della fine dell’anno arrivano i primi “big iron”, iniziamo ad invadere la seconda stanza.

2009

I primi mesi dell’anno sono duri. Non c’è il riscaldamento e fa veramente freddo. Impariamo parecchio: tutti i giovedì ci troviamo in un modo o nell’altro ad avere in mano cacciaviti e saldatore.
Con l’arrivo della bella stagione il giro degli appassionati cresce. Uno di questi si presenta con una schedina tanto minuscola quanto affascinante: è la prima versione di Arduino !
Mi fa veramente sorridiere rileggere le mie parole di allora:
…Credo che prima o poi la nostra associazione debba rivolgere il proprio interesse verso questi affascinanti argomenti, un po’ “terra di confine” tra l’informatica e la robotica.” 
Beh, due previsioni centrate. Soprattutto la parola “associazione” !
In novembre parte il primo corso rivolto ai membri di comPVter (è ancora presto per poter parlare di soci !) Elettronica di base in 10 lezioni !
Intanto proseguono i recuperi, le donazioni …e le acquisizioni.
L’anno si chiude con il trasferimento del wiki ospitato da wikia, su di un server tutto nostro.

2010

Durante i mesi invernali le attività sono scarse a causa del freddo.
Invece di acquistare solo ciarpame, a marzo compro una nova caldaia e, con l’aiuto di un tecnico, rimetto in funzione il riscaldamento e l’aria condizionata.
Nasce la rubrica contemPVoraneamente e ci divertiamo un sacco a scrivere e ad arricchire il wiki.
A settembre visito per la prima volta il mercatino di Marzaglia che diventerà il principale terreno di caccia. 
In ottobre è il primo Brusaporto. Per la prima volta esponiamo al pubblico del nostro materiale. comPVter entra in un network di appassionati di alto livello. Amicizia, condivisione di competenze e scambi con collezionisti di tutta Italia.

2011

Questo è “l’anno della mostra” ossia quando abbiamo deciso di esporre al Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia una cinquantina di pezzi:
Sono stati lunghi ed intensi i mesi di preparazione: la scelta, il ripristino, le foto ad alta risoluzione. Cartelloni tematici, schede descrittive per ogni singola macchina, un sito web dedicato.
Coinvolgere una lunga schiera di ospiti che in ogni weekend arricchivano la mostra con testimonianze dirette.
Ma il 2011 è importante anche per un altro motivo: iniziamo ad occuparci di didattica rivolta ai più piccoli: nasce comPVter kids:

Gettando così le basi di quello che evolverà poi in CoderDojo.

2012

Ecco un altro evento importante: comperiamo la prima Raspberry e soprattutto la nostra prima stampante 3D: l’Ultimaker.
Ormai l’hardware ha invaso anche la terza stanza e per assemblare più comodamente il kit della stampante allestiamo un paio di tavoli nel capannone. Ennesima ridistribuzione interna degli spazi.

2013

Questo è senza dubbio l’anno memorabile in cui vede la nascita CoderDojo Pavia.
Ecco una foto del primo incontro: 16 bambini iscritti.

Allarghiamo ulteriormente il nostro interesse verso altri aspetti della tecnologia: sistemi audio-video, giocattoli con processori, macchine fotografiche ecc. Di conseguenza il capannone che ci ospita viene ancora una volta stravolto: acquisto nuovi scaffali per sfruttare al massimo lo spazio disponibile.
Iniziamo a giocare con le slot-car digitali Carrera.

2014

Prima del fatidico “andate via” sono comunque successe cose interessanti. Nel 2014 abbiamo sperimentato il primo TeacherDojo dedicato agli insegnanti.
CoderDojo sbarca al Miur ed in contemporanea al Parlamento
A Pasqua arriva il simulatore di guida, ecco la “prima versione”. Occupiamo anche l’ultimo angolino disponibile:
Partecipiamo alla fiera Robot & Makers di Novegro.
Ospitiamo presso i ns. locali la Acme Systems che regalano ad ogni membro del gruppo un’Arietta e lasciano una splendida termo-formatrice.
Abbiamo modo di provare i Google Glasses e ci arrivano gli Oculus Rift DK2.
Alcuni dei nostri membri modificano uno scanner per realizzare un bromografo, in grado di permetterci di prototipare piccoli circuiti elettronici.
In ottobre partecipiamo alla Maker Faire di Roma, portando una fresa a controllo numerico autocostruita con tanta fatica e passione.
Ci sembra di vivere un bel sogno, ma è ora di aprire gli occhi. Arriva inaspettato il 12 dicembre.
Dobbiamo andar via, traslocare tutto… ed in fretta !

2015

Non riesco ancora a descrivere razionalmente le emozioni di quegli ultimi giorni dell’anno: l’amicizia ed il sostegno di molte persone che – da quel momento in poi – ho iniziato a definire anche agli occhi della legge “soci”. Diventiamo infatti “comPVter APS“.
E’ infinita la gioia dell’aver trovato un nuovo posto dove rinascere, ci fa quasi dimenticare la fatica e l’impegno per imballare e spostare tutto, in meno di 30 giorni.
I primi mesi dell’anno sono dedicati al ripristino dei locali:
E’ dura, si torna ai freddi giovedì senza riscaldamento, ma tutto, in poco tempo, riparte. 
In marzo siamo già pronti ad ospitare il primo CoderDojo nella nuova sede e contemporaneamente inauguriamo una mostra a Stradella organizzata dai giovani e straordinari studenti dell’Istituto Faravelli.  
Partecipiamo ad un evento sul tema “Italian Digital Divide” organizzato presso la sede pavese della Confederazione Italiana Agricoltori.
In aprile entriamo in contatto con Zanshin Tech e ci lasciamo affascinare da questa notevole didattica volta ad arginare il fenomeno del Cyberbullismo, entriamo anche in contatto per la prima volta con Activators Pavia.
In maggio si espone qualche pezzo a Cerro Maggiore assieme all’amico Davide, ritorniamo poi ad esporre a Novegro durante Robot & Makers con uno stand veramente ricco di materiale.
In estate proviamo a lanciare un centro estivo dedicato ai figli dei soci: Summer in Code, iniziativa molto interessante che però non siamo più riusciti a ripetere.
Non tutto però è rose e fiori, assieme al forte entusiasmo ed alla voglia di ripartire non possiamo dimenticare le difficoltà legate al progetto laser. Questa sfida, che abbiamo inizialmente clamorosamente sottovalutato, è stata vinta con un grande sforzo gravato sulle spalle di pochi.
Come non mai siamo stati vicini al punto di rottura.
In ottobre alcuni dei nostri portano il contributo di CoderDojo Pavia a Bruxelles, nientemeno che al Parlamento Europeo. Nello stesso mese apre la prima palestra di Zanshin Tech fuori dalla città che ne ha visto la nascita.

2016

CoderDojo cresce in modo incontenibile, tanto da costringerci a cercare nuove location: la nostra sede è troppo piccola. Iniziamo ad essere ospitati dal Polo Tecnologico di Pavia. In questi spazi riusciamo ad accogliere fino a 100 bambini e a diversificare l’offerta formativa, organizzando sempre più laboratori in parallelo.
Cominciamo a farci conoscere e alcune scuole ci chiamano offrendo i locali per promuovere attività di coding. Alcuni dei nostri ragazzi partecipano all’evento Coolest Project a Dublino portando alcuni progetti particolarmente innovativi e divertenti:
Le nostre attività di formazione si arricchiscono grazie al percorso “Minori e consapevolezza in rete” rivolto ai genitori. 
Parte anche l’originale iniziativa DressCode, che affianca App Inventor ormai appuntamento fisso per alcuni giovani appassionati.
Parallelamente questo è l’anno in cui cresce l’attenzione verso la progettazione, la prototipazione e la sperimentazione. Le stampanti 3D si moltiplicano, arrivano macchine per la lavorazione del legno e cresce la competenza in quella zona di confine tra l’elettronica e l’informatica.
Purtroppo però Zanshin Tech incontra una serie di difficoltà venendo meno la disponibilità delle tre colonne portanti che hanno dato il via al progetto, si cercano nuove leve !

2017

Ci avviciniamo pericolosamente alla storia recente, quindi non mi dilungo ad elencare eventi che sono ben presenti nella memoria di tutti. Andate magari a spulciare il resoconto delle attività svolte che abbiamo condiviso con tutti voi in Assemblea di chiusura anno.

….concludendo

Ne abbiamo fatta di strada in questi 10 anni ! Fatica, ostacoli, momenti difficili ma anche tanta soddisfazione, amicizia e voglia di stare assieme.
Certamente in questa mia sbrodolata mi sarò dimenticato alcuni eventi importanti, faccio finta di dar la colpa all’influenza, ma mi scuso fin da ora per le mie più gravi omissioni….. 
Oggi siamo una realtà molto particolare, per certi aspetti unica in Italia: nasciamo come retro-computing ma non ci fermiamo. Ci occupiamo di didattica verso i più giovani ma abbiamo a calendario numerosi eventi formativi per adulti e insegnanti. Ci piace giocare e sperimentare ma collaboriamo con molte aziende e start-up per aiutarle negli aspetti più tecnici.
Non dimentichiamoci le nostre origini, ma restiamo sempre pronti ad evolverci.
Siamo in tanti, ma non abbastanza. Con l’aiuto, l’entusiasmo e la passione di tutti i soci possiamo fare sempre meglio.
La nostra più grande ricchezza è la diversità di interessi ed esperienze che ci unisce.